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L’uomo Ragno Nei Cinema

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Arriva anche in Italia il film di Sam Raimi campione d’incassi Usa

Dopo una lunga attesa, finalmente anche gli spettatori italiani potranno vedere il film passato alla storia per aver incassato la somma più alta di tutti i tempi durante la prima settimana di programmazione. Gli incassi, previsti “appena” attorno agli 80 milioni di dollari, hanno toccato quota 116. L’Uomo Ragno si conferma uno dei personaggi più amati del mondo, un supereroe le cui gesta e i cui poteri, fin dalla prima apparizione negli anni ’60, non hanno mai smesso di solleticare la fantasia di generazioni di lettori. Il regista Sam Raimi (“La Casa” e “Darkman”) è riuscito a portare a compimento un progetto che ha dovuto superare molte difficoltà. Non solo i continui ritocchi alla sceneggiatura, non solo i continui ripensamenti sul regista ma anche problemi drammaticamente collegati all’attualità. La location più utilizzata dalla troupe era stata infatti l’area delle Twin Towers e, dopo i tragici fatti dell’11 settembre, è stato necessario “ripulire” la pellicola di tutte le inquadrature che riprendevano le torri del World Trade Center. E’ stato quindi ritirato il trailer del film che addirittura aveva le due torri come protagoniste assolute, dal momento che l’Uomo Ragno tesseva fra di esse un’enorme tela grazie alla quale catturava la sua preda: un elicottero su cui una banda di rapinatori si dava alla fuga dopo un colpo in banca.

La critica americana ha promosso a pieni voti il film, giudicato uno dei più belli fra quelli che finora si sono ispirati ad un fumetto, vedremo se il pubblico nostrano mostrerà lo stesso entusiasmo.

Nel cast, oltre a Willem Defoe nei panni del malvagio Green Goblin (Folletto Verde in Italia), troviamo dietro la maschera di Spiderman il giovane Tobey Maguire (già visto in “Le regole della casa del sidro”) e, nel ruolo della ragazza amata dall’eroe, la bella Kirsten Dunst (la vampira bambina de “Intervista col vampiro”).

ORIGINI DEL MITO

Nel 1962 il numero 15 della rivista della Marvel “Amazing Fantasy” presentava un nuovo personaggio dai poteri simili a quelli di un ragno che, si sperava, doveva risollevare le sorti della testata. Passata già attraverso molte riorganizzazioni la rivista era in pessime acque, forse per le sue tematiche che erano da sempre rivolte ad un pubblico molto maturo. Fu per questo che l’idea dello sceneggiatore Stan Lee prese forma su quelle pagine, perché si credeva che fosse terrificante per il pubblico un uomo dotato dei poteri di un ragno. L’aracnofobia veniva giudicata un serio ostacolo per il successo del personaggio. Lee si avvalse della collaborazione del disegnatore Steve Ditko, la cui matita fu fondamentale per il raggiungimento del successo praticamente istantaneo che ebbe l’Uomo Ragno. Un successo vasto e un entusiasmo tale da sorprendere perfino i creatori stessi. Non solo infatti i lettori non venivano spaventati dai poteri del giovane Peter Parker (il ragazzo che si celava dietro la maschera blu e rossa del supereroe), ma ne erano così entusiasti da richiedere alla Marvel una testata dedicata unicamente all’arrampicamuri.

Nel marzo 1963

Lee e Ditko davano così vita alla leggendaria collana “Amazing Spiderman” che ripercorreva le origini del personaggio. Peter Parker, timido studente, veniva morso da un ragno radioattivo guadagnando quindi le caratteristiche dell’insetto e un sesto senso sovraumano per il pericolo imminente. Dapprima Peter tentò di sfruttare i suoi nuovi poteri per puro tornaconto personale, ma un tragico episodio lo spinse presto a cambiare idea. Un rapinatore da lui colto in flagrante, ma lasciato comunque fuggire, uccise pochi giorni dopo suo zio Ben. L’assassino di suo zio venne consegnato alla giustizia ma il rimorso divorava Peter Parker. Rimasto solo con sua zia May, era tempo per l’Uomo Ragno di assumersi le sue responsabilità e contribuire fin dove possibile al benessere della comunità.

Per la prima volta veniva espresso chiaramente il concetto per cui

grandi poteri recano con loro grandi responsabilità

. La popolarità dell’Uomo Ragno

crebbe vertiginosamente nei decenni successivi: apparve in molte testate, spesso anche come ospite d’onore a fianco di altri supereroi Marvel, gli vennero dedicati serie televisive e perfino tre mediocri film alla fine degli anni ’70. Si tratta di un successo che fino ad oggi non ha mai conosciuto battute d’arresto forse grazie anche ai suoi memorabili avversari: Goblin (che vedremo apparire nel film di Sam Reimi), il Dr. Octopus, Electro e il Camaleonte.

L’Uomo Ragno è ormai un amatissima icona della cultura americana. Sta a dimostrarlo anche il fatto che, dopo gli attentati alle Torri Gemelle, la Marvel ha pubblicato un albo intitolato semplicemente “11 settembre 2001” in cui l’Uomo Ragno aiutava le squadre di soccorso impegnate a Ground Zero.

E’ andato esaurito in brevissimo tempo.

STAN LEE

Nato il 28 dicembre 1922 Lee è oggi uno dei più celebri autori di fumetti vivente, se non il più popolare in assoluto. Sono suoi la quasi totalità dei personaggi Marvel Comics: oltre all’Uomo Ragno ha

infatti creato fra gli altri l’Incredibile Hulk, gli X-Men, i Fantastici Quattro e Iron Man. Membro del comitato editoriale della Marvel, Lee ha fondato di recente la StanLee.Net, un’azienda multimediale che studia nuovi modi di proporre i fumetti. Non è un caso: sempre molto attento al mondo mediatico, è stato lo stesso Lee a supervisionare i prodotti d’animazione che vedevano protagonista l’Uomo Ragno, ed è sempre lui il produttore esecutivo del film di Sam Reimi.

Dal 1977 il prolifico autore realizza anche una striscia che permette al tessiragnatele di apparire tutti i giorni su più di 500 quotidiani in tutto il mondo.

STEVE DITKO

Disegnatore di grande talento, nato in Pennsylvania il 2 novembre 1927, ha raffinato le sue innate capacità alla Scuola per Illustratori e Fumettisti di New York. E’ stato il primo ad aver tratteggiato il

costume dell’Uomo Ragno rimanendo al tavolo da disegno fino al numero 36 di “Amazing Spiderman”. E’ proprio alla sua mano che Sam Raimi ha preferito ispirarsi per il film, lasciando da parte interpretazioni più moderne come quelle del canadese Todd McFarlane. Ditko vive a New York e continua a lavorare ancor oggi. Alcuni delle sue opere sono molto mature e complesse tanto da risultare quasi incommerciabili, come ad esempio “Mr A”. E’ molto difficile reperire sue foto dal momento che Ditko non ama essere fotografato: “Il mio lavoro parla per me” ha dichiarato più di una volta.

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