Cultura

Televisione E Cultura: Probabile Matrimonio?

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il nuovo linguaggio

va cercato non obbligando a seguire la cultura «altrimenti succede come a scuola, ti costringono a leggere qualche cosa e non lo leggi più. Chi si rilegge Tasso o Carducci?». Così in un intervento provocatorio, ricorda come, invece, la musica che non è insegnata sia seguita da molti. Provocazione o realtà la sfida per Sgarbi resta quella di saper cogliere l’attimo in Tv dove «un accadimento, un’idea fa cultura» e cita Daniele Luttazzi quando in una puntata di Satiricon fece parlare il capo della Massoneria superando – di qui l’aspetto culturale – «quel muro razzista che c’è attorno ad essa». Sul futuro pesano anche le nuove strategie e tecnologie e Giordano Bruno Guerra, da parte sua, ha ricordato i pericoli che la Tv generalista corre una volta avviati i canali tematici che, come accaduto in Usa, è scaduta in modo irreparabile.

La sua salvezza,

per Guerra, è proprio la cultura portata nelle case «con palinsesti studiati per diverse fasce di pubblico, attenta ai diversi interessi e quindi mirata: una televisione destinata ai cittadini e non ai consumatori». E in epoca di globalizzazione è una strada questa che in qualche modo imbocca anche Marcello Veneziani, propenso però a far parlare la Tv in modo tale da «sfruttare la possibilità di parlare delle proprie ricchezze culturali e storiche» che con il centrodestra al Governo vede legate alla «cultura nazionale del Paese, non come racconto di reliquie, ma di tradizione e patrimonio vissuto».

Una televisione educativa

che si può perseguire, per Veneziani, con la realizzazione di una rete per la cultura popolare di stampo regionale. Veneziani boccia la linea intellettuale e spinge per «una rete capace di trasmettere sapori, sfaccettature che giustifichino il servizio pubblico», ma anche che permetta «al Governo di lasciare traccia». Sui soldi è tornato invece Gad Lerner, ricordando come tutto sia in mano a Rai e Mediaset che si dividono il 92% degli ascolti e quindi anche della pubblicità. Una forza, quella dei due poli, che lascia poco spazio ad altri, creando però una situazione che potrebbe essere da stimolo, magari spaziando nella cultura, per fare cose diverse e conquistare audience.

Scettico ma propositivo

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