Cultura

Il Neoclassicismo A Palazzo Reale Di Milano

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Da Giambattista Tiepolo ad Andrea Appiani, da Jacques-Luis David alle sculture di Antonio Canova. La mostra sarà aperta fino al 28 luglio

MILANO – Alle origini del classicismo, e ai successivi sviluppi ‘italiani’, è dedicata la mostra ‘Il neoclassicismo in Italia’, presentata a Palazzo Reale di Milano, dove resterà aperta fino al 28 luglio. Nato in Italia e diffusosi quindi in tutta Europa, il Neoclassicismo fu il movimento artistico che caratterizzò la seconda metà del Settecento, accompagnandone i mutamenti sociali e politici culminati nella Rivoluzione Francese.

«Questa mostra – ha detto l’assessore alla Cultura Salvatore Carrubba – chiude un ciclo di appuntamenti di grande importanza e una sede espositiva come Palazzo Reale ormai qualificata anche sul piano internazionale».

Si trattò di un movimento che, oltre alle arti maggiori, influenzò anche le arti applicate. Così, accanto a capolavori pittorici di Giambattista Tiepolo, Bernardo Bellotto, Andrea Appiani, Jacques-Luis David, Angelica Kauffman, sculture di Antonio Canova, sono esposti rarissimi mobili di Giuseppe Maggiolini, bronzi di Luigi Valadier, porcellane e argenti. Provengono dai maggiori musei italiani e stranieri, come gli Uffizi, i Musei Vaticani, Capodimonte, il Louvre, l’Ermitage, nonché dalle residenze reali dell’epoca, come la Reggia di Caserta, quella di Colorno, Stupinigi, Palazzo Pitti, il Palazzo Reale di Torino.

Hanno come scenografia le sale del piano nobile

del Palazzo Reale di Milano, radicalmente trasformato e improntato al neoclassicismo da Giuseppe Piermarini a fine Settecento. Per l’occasione vi sono stati riportati gli arredi originali, che divengono così parte integrale della mostra, comprendente complessivamente 400 pezzi. Appartengono al periodo che va dalla pace di Aquisgrana, nel 1748, all’avvento di Napoleone. Furono anni in cui l’Italia divenne meta privilegiata degli artisti di tutta Europa, che venivano a ispirarsi alla sua cultura classica. Nelle prime sale della mostra si esaminano appunto queste fonti di ispirazione: non solo modelli di scultura e di architettura, ma anche quelli che natura e paesaggio offrivano.

Il percorso indugia poi sui grandi temi della pittura e della scultura

: il sacro, il mitologico, lo storico, il ritratto. Qui sono esposte opere di artisti celebri: David, Appiani, Mengs, la Kauffman, Bellotto, Piranesi, Panini, Canova. Di questo scultore, considerato il maggiore del Neoclassicismo, sono stati portati a Palazzo Reale i 13 bassorilievi in gesso conservati nella sala dei congressi della Cariplo e raffiguranti le allegorie di Speranza, Giustizia e Carità. Si aggiungono le sculture ‘Orfeo’, dell’Ermitage, ‘Maddalena Penitente’. Tiepolo invece è stato inserito nella mostra in quanto rappresenta una cerniera tra la tradizione barocca e il rinnovamento neoclassico. La seconda parte della rassegna è dedicata alla produzione artistica ed alla cultura delle corti italiane del Settecento, a cominciare da quella austriaca di Milano, che risiedeva appunto nel Palazzo Reale. Un aspetto particolarmente interessante della mostra sta nel fatto che, oltre agli artisti maggiori del Neoclassicismo, sono presentati molti altri che, operando nelle diverse corti, contribuirono a creare, per la prima volta nella storia dell’arte, uno ‘stilè nell’accezione moderna del termine, inteso come sintesi alta delle arti figurative. Sono così 81 i pittori complessivamente rappresentati, 25 gli scultori, 39 gli artisti-artigiani e le manifatture. Per molti costituisce un momento di rivalutazione, ribadendo una qualità che non fu solo dei più noti, ma che ebbe tanti protagonisti. Il catalogo, edito da SkiraArtificio, ne è accurata documentazione.

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