Cultura

Scorsese: Il Suo Film “gangs” Sull’america Aperta

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A Cannes la spettacolare anteprima di 20 minuti, ma il film uscirà nelle sale a Natale 2002

CANNES – Un film sull’America come “paese aperto a tutti e sulla libertà, un’epopea che è insieme gangster movie e western sullo sfondo della guerra civile americana”, così Martin Scorsese, applauditissimo insieme agli attori Leonardo Di Caprio e Cameron Diaz e al produttore Harvey Weinstein, ha definito il suo

‘Gangs of New York’ di cui, in anteprima mondiale, si sono visti a Cannes 20 minu

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. Un evento per Cannes ma non solo: finalmente si è visto qualcosa del film, quasi interamente girato a Cinecittà, dalla gestazione lunga e tormentata e, almeno per ora, per regista e attori e stato un piccolo trionfo. Folla delle grande occasioni, ressa e molti delusi che sono rimasti fuori per l’anteprima del film tratto dall’omonimo romanzo di Herbert Asbury scritto all’inizio degli anni ’20 e che Scorsese ricorda di aver letto all’inizio degli ani ’70 e di avervi finalmente trovato quella storia che fin da ragazzo avrebbe voluto raccontare:

“una storia sull’ origine e la vita di quei quartieri

e di quelle strade dove io stesso – ha detto – sono nato e cresciuto e dove, a metà dell’ 800, qualunque cosa poteva accadere, un luogo pericoloso dove potevi essere morto in un secondo”.

I venti minuti visti oggi sono una scelta di vari momenti del film, ambientato tra il 1845 e il 1863, “uno dei periodi più violenti della storia americana” secondo Scorsese: dal primo scontro tra il capo della criminalità locale, Bill il macellaio (Daniel Day Lewis) e l’irlandese Vallon (Liam Neeson) leader di una gang rivale al desiderio di vendetta del figlio di Vallon, Amsterdam (Di Caprio); dall’incontro di questi con la ladra e prostituta Jenny (Cameron Diaz) al rapporto ambiguo con Bill fino all sfida finale. Da quello che si è potuto capire

un film sontuoso, rutilante, spettacolare e a tratti violentissimo

: un affresco sulla nascita di una nazione e sullo scontro per renderla una società aperta (“ci sono più irlandesi a New York che in tutta l’Irlanda”, dice Amsterdam per affermare il diritto alla loro presenza contro l’intolleranza degli »autoctoni« guidati da Bill). Dopo l’anteprima con ospiti illustri (da Sharon Stone, la più richiesta e applaudita, a Giorgio Armani, da Juliette Binoche a Milla Jovovich), Scorsese, Di Caprio (poco sorridente) e Diaz (trasparenze e spacchi assassini) hanno per la prima volta parlato del film. Soprattutto per negare contrasti sul set e fra regista e produzione. “Ogni regista vorrebbe fare un film di cinque ore – ha detto Scorsese – ma sono una persona ragionevole e tengo conto delle necessità della produzione.

La post produzione è durata un anno – abbiamo finito di girare a maggio 2001 – ed era per me impossibile consegnare il film per Natale 2001. Poi, fra l’altro, c’è stato anche l’11 settembre che ha rallentato tutto.

‘Gangs’ durerà 160 minuti e sarà pronto a Natale 2002

. In Italia potrebbe uscire prima che in Usa, il 13 dicembre. Ma anche vedendolo oggi – ha aggiunto Scorsese – “ho notato tante cose che vorrei migliorare. Non oso pensare a quando vedrò tutto il montaggio dei 160 minuti”. Quanto alle indiscrezioni sui contrasti con Di Caprio, Scorsese è netto: Tutte balle nate dal fatto che avevo fatto chiudere rigorosamente il set. Lo faccio sempre per mantenere la concentrazione ma in Italia è ancora più necessario, perchè c’è sempre caos e tutti vogliono portare amici sul set. Tutti hanno ricordato

Daniel Day Lewis, assente a Cannes, che è tornato al lavoro di attore solo su richiesta di Scorsese

(»faceva il calzolaio vicino a Firenze e devo dire che faceva bellissime scarpe«, ha detto il regista), e Scorsese ha avuto parole di elogio anche per lo scenografo italiano Dante Ferretti. Anche Di Caprio ha una parola per Day Lewis e per quel periodo della storia americana “così importante ma che noi giovani conosciamo così poco”. Dribbla le polemiche: c’è chi ricorda che a Natale potrebbero uscire contemporaneamente il film di Scorsese e quello di Spielberg di cui pure è protagonista (Catch Me if You Can). Per lui risponde Weinstein: »Sono sicuro che Martin e Steven si metteranno d’accordo.

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