Cultura

I Mondi Paralleli Di Philip K. Dick

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A vent’anni dalla morte, due nuovi film rendono omaggio all’autore di “Blade Runner”

Ossessionato dall’aldilà, dall’Fbi, dalla propria mediocrità e dagli alimenti dovuti a cinque ex mogli,

Philip K. Dick visse gran parte della vita come un simulacro

, sperimentando prima sulla propria pelle gli abbagli dei mondi paralleli poi trascritti in una sorta di catarsi autoanalitica. Fu proprio per sfuggire ai mostri dell’esistenza ingigantiti dall’uso massiccio di anfetamine che nacquero – insieme ai canoni della moderna fantascienza – i

“doppi dickiani”

, un disperato tentativo di esorcizzare la morte evidenziando la falsità della realtà. Tentativo che, accanto alla fama postuma, lo portò a una profonda rivolta spirituale misantropa e misogina.

Collezionista di allucinazioni e scrittore geniale, a lungo liquidato come “minore” alla stregua del genere a lui più congeniale, quello fantascientifico,

Dick visse un’inattesa “beatificazione” nell’anno della propria morte

. Era il 1982 quando, mentre un infarto lo stroncava a soli 53 anni, nelle sale di tutto il mondo “

Blade Runner

” riabilitava la science fiction e prefigurava l’impatto del genere cyberpunk sul grande pubblico. Il film-culto di Ridley Scott – tratto dal disperato “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” – è solo la punta più alta di un recente lavoro di trasposizione su grande schermo che trova nelle opere di Dick un terreno fertilissimo. E questo perché, impregnati da un pessimismo oggi radical-chic,

romanzi come “Ubik”, “Noi marziani”, “In senso inverso”, esplorano i confini fra vita e non-morte

, corpo e metallo

, sostenuti da una sapiente sceneggiatura “chiavi in mano” che prende le distanze dagli alieni stereotipati di tanta letteratura contemporanea.

A vent’anni dalla scomparsa

due film rendono ora nuovo omaggio a uno dei poeti visionari più irrequieti del secolo scorso. “Come Orwell, Philip Dick ha visto il nostro presente molti decenni fa”, dichiara il regista Gary Fleder, che da un racconto ambientato nel 2079 ha appena tratto “

Impostor ” (nelle sale italiane dal 28 giugno), ghiotto antipasto da consumare nell’attesa di “

Minority Report

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